#Recensione:”Divisive” – nuovo album dei Disturbed. Grande ritorno!

I Disturbed sono tornati, la mia band preferita da ormai diversissimi anni.

Dato che è la prima volta che porto una recensione su di loro vi dico che sono un fan da tantissimo tempo da prima che uscisse “Indestructible”, che prontamente comprai, e da allora non ho mai smesso di collezionare dischi loro, presi perché mi sono rimasti da sempre nel cuore.

Avevo 18-19 anni ai tempi, e dono anni di Hip-Hop iniziavo a distaccarmi da quella musica, e ad esplorare altro.

Approdai nel metal e a dire il vero, la prima canzone dei Disturbed che ho sentito è la più insospettabile di tutte, una che conosceranno in pochi o in meno delle più mainstream:”Forsaken”. Nientemeno che proveniente dalla colonna sonora de “La Regina dei Dannati”, un film tratto dalla serie dell’Intervista col Vampiro, per farvi capire.

Da quella canzone, partì questo lunghissimo amore, quindi, durato per 15 anni, se non sbaglio.

Ma loro sono “tornati”, in che senso? Non solo che dopo “Evolution” hanno rilasciato un nuovo album, ma che abbia tanti pezzi Metal “forti”, non ci sono tracce “brutte”, o più “mosce”.

Perché dico questo? Anche se gli album successivi ad “Asylum” non sono stati malaccio, per me non reggevano il confronto, c’erano canzoni un po’ più “bruttine”, o che non mi prendevano ed appassionavano come prima.

Infatti, per me “Asylum” è il loro lavoro migliore, insieme ad “Indestructible”. Insomma, i succerssivi non mi facevano la stessa impressione, avevo sempre qualche traccia che mi piaceva meno.

Ora, “Divisive” uscito proprio oggi a mezzanotte, 18 Novembre, dato che come detto, sono un fan di vecchia data, ho voluto sentirlo subito.

Penso che il primo ascolto quello che ci  “svergina”, sia il migliore, perché ti fai coinvolgere di più, ed è meglio farlo con le cuffie, e forse ha anche più atmosfera farlo di notte.

E dalla prima traccia all’ultima, mi sono lasciato trascinare nel nuovo mondo dei DIsturbed e pensavo che non trovavo una traccia meno bella, era qualcosa di inaspettato; per questo ho pensato che sono “tornati”, nel senso che ho ritrovato i “vecchi loro”, sia con la musica sia con i testi.

Diciamolo: pezzi come “Fire it Up”, per quanto divertenti o orecchiabili, non convincevano molto, erano “skippabili”.

Ora per la prima volta d a”Asylum”, insomma, se RIASCOLTO un loro album, so che posso godermi un ottima musica senza saltarne una.

Insomma, un prodotto eccellente, di 10 tracce.

Entriamo nei dettagli, iniziamo da “Hey You”, una bella traccia introduttiva, che richiama altre, molto simile a “The Vengful One”, che anch’essa compiva il suo dovere di farci entrare nel “mood”.

I Disturbed non sono nuovi fare canzoni di protesta, di farci vedere le verità sulla società che viviamo, su molte cose che non vanno, “Got the wrong Kind of mindset” – “You’ll only grow to despise it”.

La seconda traccia, “Bad Man” presenta queste tematiche anche di più, dal testo presumo parli di appunto, un “uomo cattivo, penso si riferisca a chi sono personaggi tossici per la società, sul motivo che gli innocenti sono i primi a versare sangue. Pensavo si riferisse ai capisaldi politici che vogliono la guerra, l’organizzano e fanno in modo che appunto, molta gente ci rimetta la pelle e il resto.

Andiamo poi alla titletrack, “Divisive”, che avevo già sentito in anteprima, che è una delle mie preferite, ha un ottimo sound, e penso che abbia un ritornello orecchiabile” (nel senso del metal), molto coinvolgente, poi c’è un grande e bellissimo assolo di Dan Donegan.

Anche questo testo è molto bello, per me, un’altra canzone di protesta, verso qualcuno che divide, appunto, con le bugie, che inganna gli altri:” You just can’t seem to fill that hole in your heart

So you play the victim for the people who

Depend on the depth of your lie…”

La successiva “Unstoppable” è anche questa una delle mie preferite. È uno di quei rari casi (più o meno) in cui i singoli sono le canzoni più belle.

Lo dico perché è capitato molto spesso nella vita, (e con i Disturbed in particolare), che le canzoni uscite prima, non erano sempre le migliori dell’album: per questo me li ascolto sempre tutti interi, perché so che la mia preferita potrebbe essere (spesso), fuori dalle “luci dei riflettori”.

Comunque anche questa traccia mi “gas”, penso che la musica e la voce del nostro David si accompagnano in maniera perfetta. Ma ciò non dovrebbe stupirci più di tanto, dato che sono musicisti espertissimi.

È un piacere immenso farsi trasportare dalle onde del ritmo, con il timbro del cantante che va a tempo in modo da coinvolgerci in tutti i modi, a mio parere.

Anche la prossima “Love to Hate “ ha un bel messaggio, denunciando l’odio, come tutti amino odiare, “Why don’t we love to hate such depravity?

Inhumanity is common”.

Continua una striscia positiva di belle canzoni che non posso fare altro che apprezzare profondamente, questo album non mi ha deluso praticamente per nulla, dato che ho notato una grande variabilità musicale, ci sono tracce più “forti”, e quelle meno, ma nel caso di “Feeding the fire”, ho assaporato una forte intensità e la conferma che David Draiman sia molto versatile con la voce, questo grazie alla sua grande esperienza, come “gioca” con le note, con la musica, fantastico.

Poi abbiamo “Don’t Tell Me” con Ann Wilson, una canzone d’amore metal, (o almeno è il mio pensiero). Una canzone più leggera, unione di due voci molto forti, donna e uomo, che ricorda “Close My Eyes Forever”, che in realtà David aveva già fatto la cover con l’altra sua band, i “Device”, con Lzzy Hale, la frontwoman (eheh) degli Halestorm.

Da questo pezzo in poi, le canzoni successive mi sono piaciute meno, ma non nel senso che non siano belle, diciamo che reggono meno il confronto.

Però era da un po’ che non sentivo un album con tutte tracce che funzionano, in un disco che funziona, non viene la voglia di skipparne una, i miei complimenti sinceri, quindi, alla mia band preferita.

Voglio dare un 9.0, ma forse sarò di parte, non so. Questa è la mia idea, fatemi sapere la vostra, in caso.

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