#Recensione:” Twelve Carat Toothache”

Conoscevo di (inevitabile) fama Post Malone, ma non l’avevo mai sentito o approfondito, proprio perché avevo l’impressione che non mi sarebbe piaciuto.

Infatti, il suo nuovo album:”Twelve Carat Toothache”, non mi ha fatto cambiare particolarmente idea.

Album molto pop, ha ben poco a che fare con i generi e sottogeneri del rap ai quali sono abituato, non cìè canzone in cui rappa, è molto “R’n’b”, più che hip-hop, con la differenza che è perennemente in autotune, cosa che personalmente detesto.

È una caratteristica che mi fa evitare o evitare di sentire molti, anche in Italia, per dirne uno, tra i tanti: Ghali.

Chiaramente, nel nostro paese molti imitano/emulano gli artisti stranieri.

Ho sentito questo album che è anche fin troppo orecchiabile per i miei gusti, vi sembrerà strano, ma è proprio il fatto che sia troppo “comodo” per chi lo ascolta, che mi dà fastidio. Come se ogni canzone dovesse essere qualcosa da cantare a squarciagola.

Posso dire però che ha un pregio: i testi non sono male. Hanno qualcosa di triste, sembra che stia raccontando di qualche sua relazione finita: leggendo i testi non mi dispiacciono.

Poi le basi sono abbastanza variabili, ma questo suo cantare quasi sempre in modo (a mio parere) uguale, stanca.

Sinceramente, mi sembra che usi sempre la stessa tonalità, non so se sono io, magari abituato a sentire cambiamenti nelle canzoni di altri album… ma la penso così.

Ad esempio la base di “Lemon Tree” è molto figa, ma di nuovo, è veramente necessario questo abuso dell’autotune?

Perché si può usare questo termine, abbastanza brutto, tanto che, – secondo me, – si usa troppo e anche male.

Per me quando questo succede, non si capisce bene il pregio e il difetto di una voce. Una musica “ballabile”, un po’ noiosa, un po’ superficiale, vuota.

Cioè pare che ci sia questo uso eccessivo del correttore, che oscura completamente l’unicità della voce e magari anche i suoi pregi, niente, temo che sarò esagerato o uomo “d’altri tempi”, ma secondo me si ha ragione quando questa si definisce non vera e propria musica.

Io lodo chi varia, chi usa la sua voce normale, dosando con questi mezzi, così mi sembra tutto falso, ancora più di chi suona in playback, o la musica pop più commerciale.

Sono consapevole del fatto che lui sia uno dei migliori nel suo genere, e che piaccia a moltissimi, magari sono io limitato.

Se non fosse per i difetti che ho appena descritto, non sarebbe nemmeno male: si capisce che ci sono mezzi d’avanguardia dietro questo lavoro, non sono cose da niente.

Quindi, come la recensione di Ketama 126, è così: soggettivamente è da 4/5, oggettivamente da 7/8.

Ditemi cosa ne pensate voi, se volete…

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2 risposte a “#Recensione:” Twelve Carat Toothache””

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