Sguardi.

Mi sono domandato spesso il senso di molte cose, a volte non riuscivo a capire, cosa ci fosse di sbagliato in molte cose…

Nella vita, poi bastano due cose, due coincidenze, un attimo in cui ti giri, o in cui guardi una persona negli occhi.

Un attimo, un battito, un respiro.

Puoi capire tante cose, solamente da piccoli gesti.

Ecco, proprio nel momento in cui ti stanchi di pensarci, che si attiva nella tua testa, la possibilità di ragionarci in maniera più fredda.

Come mai, una sera, due persone ed una in particolare mi pianta gli occhi addosso ed io, avverto su di me questo suo sguardo anche senza il bisogno di voltarmi verso di lei?

Lo sento, come una presenza accanto a me.

Ricordo quei momenti, quel momento in cui dopo tanto tempo, istintivamente, ci si è guardati negli occhi.

Sono momenti, linguaggi silenziosi, sono momenti in cui si comunica senza parlare.

E credo che siano questi quelli più essenziali, quando è proprio l’istinto a darti una direzione, un pensiero. Magari non ci pensi tanto nel momento in cui accade, sei più preso dall’emozione, da qualsiasi cosa ti venga spontanea fare.

Poi ci pensi, e colleghi tante cose. Capisci perché aveva dato tanto fastidio un atteggiamento gentile, o mettere foto di te e lei dove non avresti dovuto: e capisci che non sei tu il problema. Che non è vero che pensano che sei un mostro o un pazzo furioso.

Quelle cose, hanno scatenato dei sentimenti nell’altra persona, che lei stessa non vuole che vengano mossi o scossi.

Quindi, se c’è un mostro, è dentro di noi, dentro quella persona e l’unica che può farci qualcosa è solo lei, e io, faccio il tifo per lei.

Perché sapete, ne so qualcosa, si può bloccare quanto si vuole, ma non si scappa dalle proprie paure, da ciò che abbiamo dentro.

Dai nostri sentimenti, insomma.

La paura non è verso Lo Scrittore Volante, ma verso qualcosa che egli rappresenta, quello che scatena. I sentimenti che non si vogliono provare, che di fatto, poi, si provano comunque.

Dove cazzo scappate? Tu e quell’altra di cui è innamorato l’amico mio? Sprecate solo tempo, un giorno ve ne accorgerete.

Sono state proprio queste esperienze: tornare in amicizia con lui, sentire ed incontrare persone nuove che mi hanno fatto arrivare a questa terribile conclusione.

In un qualche modo, avevo sempre… “ragione” io, ma è stato proprio questo a fottermi.

Mi sono sottovalutato: sembra proprio che in molti mi trovino gradevole, simpatico, e sanno che sono un brav’uomo, e lo sanno anche chi non mi parla più.

E oltre agli amici, devo ringraziare anche qualche donna, che per quanto non mi piacciano, o non mi interessano in quel senso, comunque mi hanno fatto capire che … in qualche modo, posso piacere anche io.

Mi sono sottovalutato: pensavo davvero che non provassero niente e invece… avevo già colpito. Non c’era bisogno che mi impegnassi tanto, mi voleva già bene.

Dovevo smettere di impegnarmi, me sa.

Si dice che per farla innamorare bisogna farla ridere. Allora chissà da quanto, almeno un po’, di bene c’era.

Questione di sguardi, come dice una canzone.

“Gli occhi Chico… Non mentono Mai”.

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