Il Mostro. #FoglioBianco.

I’m friends with the monster that’s under my bed…

Sono il mostro, sono il cattivo. In qualche modo, nella vita, più ti comporti bene più vieni escluso dalla società, più ti becchi punizioni e disprezzo.

Razionalmente o meno, mi comporto in modo da evitare conflitti, ma sembra che qualsiasi cosa faccia, sia inutile. Credo che ci siano molte persone che vogliano la lite.

Sguardi di persone che sembra ti vogliano sfidare.

Dall’altra parte sentivi dire fosse per “proteggere” qualcuno, paura per “la loro amica”, ma quello non è uno sguardo del genere, no.

È uno sguardo provocatorio.

Io ne ho visti molti di sguardi, conosco il linguaggio del corpo, ho anche studiato un po’ di esso nei miei corsi universitari.

Ho la profonda certezza che si tratti di qualcosa che vuole attaccar briga.

Ma a differenza di quello che gli piace pensare, non sono così selvaggio da cogliere ogni provocazione.

È chiaro che qua ci sono diverse cose che non vanno.

Io ho sempre voluto provare a non odiare nessuno, laddove “odio” è desiderare il male di qualcuno. Bene, se qualcuno ti fa soffrire, indipendentemente dalla situazione, è normale che gli auguri il male, magari lo stesso che loro hanno causato a te, non fisico, ovviamente.

Hanno tutti la voglia di riempirsi la bocca di termini pesantissimi che usano con leggerezza:

Maniaco, Stalker, Stupratore, e cose simili.

Naturalmente non ho mai fatto nulla del genere in tutta la mia vita, nemmeno nella percentuale più infinitesimale.

La cosa che mi preoccupa è che non sono il solo a ricevere queste cose.

Giudicato per cose che non hai mai fatto, emarginato dalla società, emarginato da chi si eleva a giudice, senza averne il diritto?

Solo perché provengono da chi sa quale famiglia, ma qua si sa, basta avere un pizzico in più degli altri per crederti un dio.

Più vado avanti più penso che non è la mia testa ad essere fottuta.

Ma sono io il mostro.

Vi succede di sentire canzoni con cui vi sentite che descriva la vostra vita al 100%? A me capita spesso.

And you tink I’m Crazy,

well that’s nothing.

Penso che se una persona, soprattutto se è buona come me, viene portata a pensare male, ad odiare, a volere il male di qualcuno, qualcuno ce l’ha portato.

Non sono certamente uno che si sveglia e decide di odiare, sono sempre stato provocato.

Ma io sono il mostro, è sempre più comodo pensarla così per chi mi definisce in questo modo.

Continuate pure, a pensare che io sia la cosa peggiore mai esistita, come se fosse la reincarnazione di Hitler o qualcosa del genere.

Una persona che non ha il diritto a niente, insomma. Uno che è totalmente indifendibile e ingiustificabile, senza nemmeno il diritto di voler bene a qualcuno, di innamorarmi, boh.

Non era logico, non lo merito, non posso nemmeno respirare.

Non posso nemmeno osare di guardarla un secondo, sennò mi arrestano, a me.

Io al giorno d’oggi, ancora desidero il bene, solo di lei. A chi ha contribuito a farmi stare così, però, no. Non credo sarà così facile per me perdonare.

Con chi ce l’ho, in fondo? Sarà solo perché non parlo più con lei? No.

La verità è che sono incazzato perché hanno fatto del male a me, che una parte di me, della mia vita che mi piaceva molto, è stata uccisa brutalmente.

È stato faticoso, ma ci sto uscendo fuori. Ma nessuno lo capisce, nessuno lo vede. Immagino che da quegli occhiali del cazzo, con quello sguardo provocatorio, si veda solo quello che non esiste.

Ironico, hanno creato storie su di me più fantasiose di quanto io possa mai fare. Forse dovrei farlo fare a loro il mestiere di scrivere.

Meno male che oggi ho qualcun altro su cui investire l’amore che avevo per loro. Ora ho davvero un nuovo cuore, il mio vecchio è rimasto lì, per lei. Un regalo che avrà buttato via, ma ormai non conta più.

Ma c’è qualcos’altro di positivo.

A parte il fatto che comunque, a prescindere da tutto, ho esperienze e conoscenze nuove e non posso mai farne a meno di averne, e anche se fa male è comunque un bene.

Io devo ringraziare questa gente, perché mi hanno spinto a pensare, ad “urlare”:

  • Ma come cazzo è possibile?


Volevano che io pensassi di me di essere come volevano loro, e sicuramente non erano amici. Mi sono pentito di aver spartito con loro del tempo, delle risate, e amore. Questo fottuto infinito amore che esiste dentro di me.

Bastardo.

Now, I ain’t much of a poet

But I know somebody once told me to seize the moment

And don’t squander it ‘cause you never know when it all

Could be over tomorrow, so I keep conjurin’

Ora mi redimo di quello che è successo nel passato, qualcosa di molto simile. Ora capisco che non è colpa mia. Che io NON SONO UN MOSTRO.

Sono un essere umano, sono un peccatore. È inutile fare la morale. È chiaro che desidereremo la donna d’altri, è chiaro che desideriamo a volte di dare un pugno a qualcuno. È umano, siamo nati così. L’ipocrisia utopica della chiesa di farci credere di non poter mai commettere peccato è una stronzata.

Volete giudicarmi per essere umano? Sarei MOSTRUOSO se fosse diversamente, no?
Io vedo solo invidia per me, una persona che nonostante tutto guarda avanti, che nonostante tutto non riesce a smettere di amare.

Che è sempre affamato, sempre curioso, che è così che si sente vivo.

Questa è una città di morti. Una città dove ci sono tamarre del cazzo che come unica soddisfazione nella vita è quella di rompermi il cazzo quando mi incontrano in giro.

E non so se provare pietà o schifo.

Non sopporto che si pensi di me che io sia questo mostro, non sopporto essere guardato in quel modo, soprattutto se non l’ho mai fatto.

Dopo anni so di essere sempre stato completamente sano. A farmi sentire diverso erano gli altri.

Ed è inutile scriverlo, è inutile raccontarlo.

So che chi mi guarda male avrà sempre quell’opinione su di me.

Ed è molto triste.

Avrei preferito e avrei continuato a volere bene a tutte e a tutti per sempre…

E invece sono tutti pronti a manipolare, per invidia, per cattiveria, perché semplicemente c’è qualcosa che non va.

Sono il mostro, sono io sempre e solo io il cattivo della storia.

Peccato per una cosa però: vorrei essere figo come loro, e invece… sono come i personaggi sfigati, pensa un po’.

O forse sono davvero un pazzo, chi lo sa. Sì, forse sono un pazzo proprio perché dico e penso tutte queste cose.

E a me sta bene così, perché è così che sto bene, così che mi amo.

Face facts: I am nuts for real, but I’m okay with that!

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